San Patrizio, vescovo

Liturgia della Parola

Ger 11,18-20; Sal 7; Gv 7,40-53

La Parola del Signore

…è ascoltata

In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

…è meditata

Continua, tra la folla, il dibattito sull’identità di Gesù: è o non è il Cristo? Poiché si pensava che egli avesse avuto i natali a Nazareth, ancora una volta faceva problema la sua origine dalla Galilea. Nel frattempo, il clima attorno si surriscalda: alcune guardie mandate ad arrestarlo, rimangono persino ammirate dalla sua parola, si comincia a temere addirittura che qualche capo cominci a seguirlo. A questo punto, interviene nel dibattito Nicodemo. Egli era andato da Gesù di nascosto, di notte, per parlargli e aveva riconosciuto la sua autorità di maestro mandato da Dio (cf. Gv 3,1- 21). Ora egli suggerisce ai suoi “confratelli” farisei di ascoltare il maestro prima di condannarlo, ma viene prontamente zittito. Ancora una volta prevale il pregiudizio sul sano realismo: il giudizio su Gesù è stato già emesso, prima di qualsiasi processo. L’ingiustizia comincia sempre dai teoremi con cui la ragione, malamente usata, si sovrappone alla vera realtà, creandone un’altra, fittizia ma comoda al potere. Sarà sempre così finché il vero e unico Potere, Dio, non sarà riconosciuto da tutti.

…è pregata

Donami, o Dio, il tuo Spirito
perché rimanga aperto
rispetto alla realtà attraverso cui tu continui a parlarmi.
Amen.

…mi impegna

A stare di fronte alla vita con occhi aperti e cuore spalancato.

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