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Il Signore ti dia pace!

Il Servo di Dio Padre Antonio Maria Dota

  • Categoria: Volti di Chiostro
  • Pubblicato Lunedì, 18 Novembre 2013 11:57
  • Scritto da Matteo Pepe
  • Visite: 7950

Il Servo di Dio P. Antonio M. Dota nacque a San Bartolomeo in Galdo (Bn) il 4 febbraio 1863 da Alberto Dota e Maria Longo che al Battesimo gli diedero nome Salvatore.

 

La sua famiglia, formata da un altro fratello, malato da piccolo e una sorella, era povera di beni materiali ma ricca del timore di Dio e della virtù praticata con la schiettezza delle anime semplici.

Fin da piccolo, nel suo animo, andò sviluppandosi il germe della vocazione religiosa-francescana e una irresistibile attrazione alla vita di pietà e di raccoglimento.

Gravi difficoltà si frapposero al suo ingresso in convento, derivanti in modo particolare dalla indigenza della sua famiglia.

Solo all’età di 27 anni circa, venute meno le gravi indigenze familiari, si avviò al convento di S. Maria della Misericordia in Casalbore (Av) per realizzare il suo grande desiderio.

Qui il 12 settembre 1889 indossò l’abito di San Francesco d’Assisi, cambiò il nome in Fra’ Antonio Maria e iniziò l’anno del noviziato.

Il 18 ottobre 1890 emise la Professione Semplice ed infine consacrò per sempre la sua vita al Signore, con la Professione Solenne, il 18 luglio 1892.

La sua intelligenza sveglia e l’applicazione allo studio supplirono al corso accelerato di studio, tanto che poté essere ordinato Sacerdote il 4 settembre 1892.

Novello Sacerdote fu mandato nel Convento di Montecalvo Irpino (Av) con l’incarico della formazione dei novizi.

Fu sempre nei conventi di noviziato, dedicando in modo tutto particolare, la sua vita religiosa-francescana ai novizi di cui fu il vero educatore. Si allontanò da tali conventi solo per le interruzioni per uffici maggiori occupati nell’Ordine dei Frati Minori:

infatti -dal 1892 al 1898 fu nel noviziato di Montecalvo Irpino (Av).

Dal 1905 al 1908 in quello di Biccari (Fg), quando con la fusione Leoniana del 1899 dovette passare alla Provincia di San Michele Arcangelo di Puglia.

Dopo il suo ritorno nella nostra Provincia Sannito-Irpina, dal 1911 al 1915 di nuovo a Montecalvo Irpino (Av).

Infine a Vitulano (Bn) dal 1923, data di apertura di questo noviziato, vi rimase sino al 1937, anno della sua morte.

Intere generazioni di francescani furono formati alla sua scuola e con il suo esempio di santità di vita, infuse nei giovani frati la letizia, la serenità e il desiderio della vita religiosa. Diceva sempre: “Mi farei sempre religioso, anche se dovessi nascere mille volte”.

Nel nuovo riordinamento delle Province dei Frati Minori, nel 1899 passò a quella di San Michele Arcangelo di Puglia, come già precedentemente abbiamo detto, dove la sua figura di religioso zelante ed esemplare attirò le simpatie dei confratelli.

Fu perciò subito eletto, prima Definitore Provinciale e, nel 1902, Ministro Provinciale.

Nel 1905, al nuovo Capitolo fu eletto Custode.

Nel 1908 di nuovo fu eletto Ministro Provinciale, rimanendo in carica fino al 1909, anno in cui, nel Capitolo Generale tenutosi alla Porziuncola in Assisi, fu eletto Definitore Generale, essendo Ministro Generale il Rev.mo Padre Dionisio Schuler.

Nel 1911 lasciò Roma e fece ritorno alla sua Madre Provincia Sannito-lrpina, risorta 18 maggio 1911 per Decreto del Papa San Pio X, sotto il titolo e la protezione di S. Maria delle Grazie.

Nella nostra Provincia le ultime tappe della sua vita sono già state precedentemente descritte.

Il Servo di Dio fu provato da malattie, specie negli ultimi anni della sua vita, quelli in Vitulano, sempre da lui accettate con serenità, potendosi così meglio unire a Gesù Crocefisso da lui tanto amato.

Fu costretto a ricoverarsi nella clinica Ascalesi di Napoli e Il morì in seguito ad operazione di prostatite il 19 novembre 1937 all’età di 74 anni.

Fu prima sepolto a Napoli nel sacello dei Frati Minori della Provincia di San Giovan Giuseppe della Croce.

Il 18 aprile 1940 il corpo di Padre Antonio M. Dota veniva esumato e trovato incorrotto. Poi, su un carro funebre, messo gratuitamente a disposizione dal Comune di Napoli, i resti mortali del Servo di Dio, giunsero a Vitulano nella mattinata dello stesso giorno. La cerimonia si concluse con la tumulazione delle spoglie del Servo di Dio nella Basilica SS. Annunziata e S. Antonio dove attualmente ancora si trovano, all’inizio della navata laterale di destra. Così P. Antonio M. Dota riprendeva il suo posto continuando a santificare le anime, purificare le coscienze, additare il cielo.

Il Padre Guardiano del tempo, Padre Isaia Columbro, discepolo a lui molto affezionato e vissuto alla sua scuola per molti anni, circa il ritorno di Padre Antonio M. Dota in Vitulano adduceva un motivo spirituale e sentimentale: “Perché senza la presenza di Padre Antonio M. Dota, che ci fu maestro e padre, noi ci sentiamo come orfani”.

Infine in data 30 dicembre 1966, nella Basilica di S. Restituta del Duomo di Napoli, si è aperto il processo di beatificazione alla presenza del Cardinale Corrado Ursi. Tantissimi fedeli, non solo della Valle Vitulanese, ma anche da altri luoghi, vi parteciparono.

Preghiamo perché esso si concluda felicemente al più presto con la beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio, a gloria di Dio e per il bene delle anime.