È ancora buio quando Maria di Magdala e le altre donne si recano al sepolcro portando gli aromi che avevano preparato. Inizia così il racconto di una mattina che cambierà la storia… 

L’annuncio della Pasqua inizia al buio… inizia col passo lento di alcune donne e si conclude con una corsa. La pietra del sepolcro è stata spostata. Qualcuno ha portato via il suo Signore! E’ ancora buio e le donne si recano al sepolcro di Gesù, le mani cariche di aromi. Vanno a prendersi cura del corpo di lui, con ciò che hanno, come solo le donne sanno. Al buio, seguendo la bussola del cuore. 

Come il sole, Cristo ha racchiuso la sua vita terrena nello slancio di due notti: quella di Natale piena di stelle, di angeli, di canti e quella di Pasqua: notte di naufragio, di terribile silenzio, di buio ostile, dove veglia un pugno di uomini e di donne totalmente disorientati. Notte dell’Incarnazione, in cui il Verbo si fa carne. Notte della Risurrezione in cui la carne indossa l’eternità, in cui si apre il sepolcro, vuoto e risplendente nel fresco dell’alba. E nel giardino torna la primavera. Così respira la fede, da una notte all’altra! A quei segni di luce e di speranza che abbiamo cercato di cogliere nella liturgia della Parola dei giorni scorsi ci siamo affidati entrando in processione in Chiesa seguendo il Cero Pasquale. Segni di Luce che in questa notte diventano la Luce che illumina le nostre notti, le nostre oscurità, le nostre fatiche… Abbiamo camminato insieme in questo tempo di quaresima… per giungere a quella notte illuminata a giorno! Abbiamo attraversato sentieri… superato ostacoli… vivendo la bellezza di un percorso che prende tutta la nostra persona, dalla testa ai piedi… dalla cenere ricevuta sul capo al cammino fatto a piedi verso il sepolcro. 

Che bello, allora, il racconto di questo cammino, fatto da donne la mattina presto, quando albeggia, quando ancora non sai come ti verrà incontro il giorno che si apre… certo, le donne vanno al sepolcro con gli aromi, per ungere un morto, ma leggo in questo andare un desiderio di luce, di sole, una disponibilità ad accettare un incontro, un coraggio che i discepoli non avevano avuto. 

Giunte al sepolcro la prima sorpresa: la pietra è stata spostata, rotolata via. Ricordo sempre con stupore e gioia come don Tonino Bello ha definito la Pasqua: la festa dei macigni rotolati. Quante pietre penso che ci siano da rotolare via nella mia vita e non mi accorgo che magari sono sassolini… quanti macigni, quante fatiche, quante preoccupazioni da rotolare via. Il racconto di Luca è di estrema sobrietà: entrarono e non trovarono il corpo di Gesù. Il primo segno di Pasqua è la tomba 

Nella storia umana manca un corpo al bilancio della violenza; manca un corpo alla contabilità della morte. Le donne, non vedono il corpo e non sanno che pensare, non sanno che fare… sono spiazzate, incerte, dubbiose, paurose al vedere i due uomini… da questi però sono rinviate al centro della loro ricerca… stavano spostando troppo la loro attenzione al corpo senza vita di Gesù. Perché cercate tra i morti il Vivente? E’ una domanda forte, molto forte… Domanda credo rivolta ad ognuno di noi questa notte Perché cercate? Chi cercate? Dove cercate? “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” è il bellissimo nome che gli danno gli angeli: Colui che è vivo! Qui è la scommessa della mia fede: se Cristo è vivo, adesso, qui. Non tanto se vive il suo insegnamento o le sue idee, ma se la sua persona, se lui è vivo, mi chiama, mi tocca, respira con me, semina gioia, e ama. Non simbolicamente, non apparentemente, non idealmente, ma realmente vivo. Perché Cristo è risorto? Dio l’ha risuscitato perché fosse chiaro che un amore così è più forte della morte, che una vita come la sua non può andare perduta. “Forte come la morte è l’amore” dice il Cantico dei Cantici. Il vero nemico della morte non è la vita, ma l’amore. Nell’alba di Pasqua non a caso chi si reca alla tomba sono quelli che hanno fatto l’esperienza dell’amore di Gesù: le donne, la Maddalena, il discepolo amato, sono loro i primi a capire che l’amore vince la morte.

Noi tutti siamo qui sulla terra per fare cose che meritano di non morire. Tutto ciò che vivremo nell’amore non andrà perduto. Questa è la sua promessa. Fedele fino alla fine. La sua fedeltà che ci consegna tanta speranza. Con questa speranza nel cuore, insieme a Fr. Israel e Fr. Floriano mi auguro che questa Pasqua sia per tutti noi un’esplosione di Bellezza e che possa lasciare nella vita di ciascuno germi di speranza. Così come il Risorto ci insegna.

Auguri a tutti di una Buona e Santa Pasqua del Signore

Fr. Antonio

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