Parola chiave: “minorità“. È intorno a questa parola – luogo di incontro con Dio, con i fratelli, con il creato – che Papa Francesco articola il suo discorso alle Famiglie Francescana del Primo e del Terzo Ordine, ricevuti oggi in Vaticano, al termine di una serie di celebrazioni V centenario della bolla Ite Vos con la quale Papa Leone X costituiva i minori in un ordine autonomo. 

“Da dove è venuta a Francesco l’ispirazione di porre la minorità come elemento essenziale della vostra fraternità?”. Il Papa lo spiega: “Essendo Cristo e il Vangelo l’opzione fondamentale della sua vita, con tutta sicurezza possiamo dire che la minorità, pur non mancando di motivazioni ascetiche e sociali, nasce dalla contemplazione dell’incarnazione del Figlio di Dio e la riassume nell’immagine del farsi piccolo, come un seme”. La logica della “spogliazione” fatta dal poverello di Assisi.

La minorità francescana si presenta innanzitutto come luogo di incontro e di comunione con Dio. “Una caratteristica della vostra spiritualità – osserva il Papa –  è quella di essere una spiritualità di restituzione a Dio. Tutto il bene che c’è in noi o che noi possiamo fare è dono di Colui che per san Francesco era il Bene, tutto il bene, il sommo bene e tutto va restituito all’ altissimo, onnipotente e buon Signore. Lo facciamo attraverso la lode, lo facciamo quando viviamo secondo la logica evangelica del dono, che ci porta a uscire da noi stessi per incontrare gli altri e accoglierli nella nostra vita”.

Dunque, la minorità francescana, luogo di incontro con i fratelli e con tutti gli uomini e le donne. “La necessità di esprimere la vostra fraternità in Cristo – continua Papa Francesco –  fa sì che le vostre relazioni interpersonali seguano il dinamismo della carità, per cui, mentre la giustizia vi porterà a riconoscere i diritti di ciascuno, la carità trascende questi diritti e vi chiama alla comunione fraterna; perché non sono i diritti che voi amate, ma i fratelli, che dovete accogliere con rispetto, comprensione e misericordia. La minorità va anche vissuta in relazione a tutti gli uomini e le donne con cui vi incontrate nel vostro andare per il mondo, evitando con la massima cura ogni atteggiamento di superiorità che vi possa allontanare dagli altri”.

“Aprite i vostri cuori e abbracciate i lebbrosi del nostro tempo”, è l’invito dal cuore di Francesco.

Infine, la minorità luogo di incontro con il creato. “Oggi questa sorella e madre – dice il Pontefice argentino – si ribella perché si sente maltrattata. Davanti al deteriorarsi globale dell’ambiente, vi chiedo che come figli del Poverello entriate in dialogo con tutto il creato, prestandogli la vostra voce per lodare il Creatore, e, come faceva san Francesco, abbiate per esso una particolare cura, superando qualunque calcolo economico o romanticismo irrazionale. Collaborate con varie iniziative alla cura della casa comune, ricordando sempre la stretta relazione che c’è tra i poveri e la fragilità del pianeta, tra economia, sviluppo, cura del creato e opzione per i poveri”.

Francesco conclude con un auspicio: “Vi rinnovo la richiesta di san Francesco: E siano minori. Dio custodisca e faccia crescere la vostra minorità”.

Nel primo pomeriggio per i frati ci sarà, presso i locali della parrocchia di San Gregorio VII, un momento per fare memoria del Cammino dei frati dell’Umbria. Seguirà un Messaggio dei Ministri generali e un ringraziamento al Signore, datore di ogni bene, con la celebrazione eucaristica comunitaria, al termine della quale i frati faranno ritorno nei rispettivi conventi in Umbria.

fonte: acistampa.com

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